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23 enero

l'ipocrisia post mortem

Chi si ricorda di Samuele?o di Alessia?Francesca?Romina?

Probabilmente questi nomi non vi dicono nulla e non mi stupisco affatto che sia così. Eppure tempo fa voi tutte che leggete faceste manifestazioni, andaste in piazza con striscioni e bandiere, metteste roselline rosse accanto ai vostri nick su msn per commemorare la morte di uno dei tanti bambini trucidati dal selvaggio psicopatico di turno. Io risi di voi, e quasi vi commiserai per l’ipocrisia che stavate dimostrando perché, proprio come avevo predetto io di quei bambini, oggi, a poco più di un anno dalla morte, nessuno di voi se ne ricorda più. Condannai il vostro essere così ridicoli, il piangere per una persona che nemmeno conoscevate e risi, oh sì risi di gusto, davanti alla vostra stizza per le mie parole. Cinico io, forse. Memoria dimenticata la vostra.

Eppure oggi, di fronte al ricordo della mia collera di allora e di fronte al vostro finto perbenismo  e alla vostra voglia di essere tutti uguali nel grande villaggio globale, ecco, oggi mi viene da dirfe che almeno, in quella circostanza era giusto scrivere tutte quelle frasi sdoolcinate e dozzinali del tipo “Il piccolo angelo Samuele” o “Samuele sempre nei nostri cuori”…già, si trattava di un povero bambino indifeso che era morto per scelta e volontà di qualcuno che lo aveva sopraffatto con la forza. Oggi non mi sento più indignato per quelle vostre finte manifestazioni di commiato. No, oggi sono profondamente incazzato, o forse schifato sarebbe la parola più giusta. Sarà che va di moda fingersi buoni o apparire come tali, sarà che va di moda non andare mai controcorrente ed esprimere un’opinione fuori dal coro, sarà pure che con facebook è diventato ancora più bello far leggere agli altri  quanto sia grande il nostro cuore e quanto ci dispiaccia quando avvengono certe cose.

Già, che è successo?probabilmente (e grazie a dio dico io) non ne sentirete parlare ai TG di domani ma questo pomeriggio si  è “spento” per overdose da eroina un pluripregiudicato romano, assolutamente e totalmente dipendente dalle droghe, uno di quei tipi che pur di farsi una dose andavano a rubare i soldi ai ragazzetti più piccoli del quartiere o alla sua stessa madre, uno di quelli che aveva fatto della prepotenza il suo stile di vita e a cui gli altri stavano lontani non tanto per paura, quanto soprattutto per schifo. Sì, perché a tutte queste persone che oggi lo stanno piangendo come fosse un santo asceso in cielo il povero defunto faceva schifo più della peste, cambiavano marciapiede quando lo incontravano (quelle rare volte che non si trovava in carcere) si nascondevano dietro gli alberi pur di non farsi vedere quando passava…Il caro morto, poverino, era uscito dalla galera da poche ore e la prima cosa che ha ben pensato di fare, prima ancora di andare a salutare la madre è stata di farsi di tutto il tempo che aveva perduto stando in galera. Un vero eroe dei nostri tempi. Già, perché questo è diventato oggi, dopo la sua morte, un eroe, un martire, un santo…chi fino a 2 giorni fa lo disprezzava con tutto il cuore oggi scrive frasi di commiato su facebook(perché va di moda) o lo piange maledicendo la droga che se lo è portato via…già la droga, come se chi la sta accusando non ne facesse uso…mi compiaccio di fronte a cotanta ipocrisia.Io almeno che ne faccio uso, e lo dico senza nessun problema, non accuso la droga, no, accuso lui che si è voluto ammazzare. E per questo non scriverò frasette di commiato, ne andrò ai suoi funerali e non mentirò a me stesso fingendomi dispiaciuto per qualcuno che a malapena conoscevo. Niente di tutto questo. Il pensiero che mi attraversa la mente adesso è “meglio lui che io”  e a chi mi chiederà chi è morto non risponderò che era un bravo ragazzo, no, risponderò che era un delinquiente, un poco di buono, un rifiuto della società che anziché cercare di ritagliarsi un posto da protagonista ha preferito scappare, andarsene via con la coda fra le gambe, morendo felice con una siringa nel braccio.

Per le vostre roselline e i vostri striscioni ero indgnato. Di fronte alla vostra ipocrisia e al vostro perbenismo sono schifato.

Cinico io?ForseCoerente, sicuramente.

21 enero

a chi non mi ha mai tradito

Sono già passati più di due mesi abbondanti da quando presi la decisione, ridicola, di chiudere il mio vecchio "space". Lo feci per proteggere una persona cara da attacchi e ingiurie che si erano scatenati grazie anche all'anonimato dietro il quale il blog permetteva di nascondersi.
Povero ingenuo.
Non avevo capito infatti che se vi era effettivamente qualcuno da proteggere quello ero io. Per l'ennesima volta avevo messo - anzi permesso - che gli altri contassero più di me, tenendo su un piedistallo dorato chi, già da tanto tempo, mi aveva fatto scendere dal suo.
Buono, forse troppo, al punto che qualcuno lo ha considerato un mio difetto, senza però avere mai il coraggio di dirmelo in faccia.
Quante volte Francesco mi ha detto "Gabrielino tu sei fatto così e io che ti conosco lo so bene" Cristo quanto è vero. Ma buono sì, coglione no.  E ingenuo men che mai.
Ho sempre creduto, e credo tutt'ora, che la fiducia sia alla base delle relazioni tra essere umani, tra un ragazzo e una ragazza, tra amici, tra il datore di lavoro e l'impiegato. Nulla di duraturo si può costruire se questa viene a mancare. Una fiducia tradita molto difficilmente può essere riconquistata, in amore e , forse ancora di più, nei rapporti di vera amicizia. Già perchè quello che mi ha fatto più male, ancora di più dell'amore tradito, sono state le tante amicizie rinnegate, che in fondo poi amicizie non erano.
In questo forse ha ragione chi pensa  che il mio essere troppo buono mi porta a prendere delle grandi inculate dalla vita, senza però rendersi conto che anch'egli, per il solo fatto di pensarlo non è nient'altro che una grandissima inculata.
Da due mesi, quasi in concomitanza con la chiusura del vecchio space, ho cominciato a guardarmi bene attorno e, citando una canzone molto più vecchia di me "intorno a me girava il mondo come sempre..."  proprio così, quel mondo che tanto amavo, che tanto mi faceva sognare e piangere per la gioia di vivere, quel mondo era ancora lì. Lo era sempre stato, io piuttosto gli avevo sbattuto una porta in faccia, acciecato, forse da qualcosa o da qualcuno che oggi non c'è più.
In questo ultimo anno sono rimasto indietro sulla strada della mia vita, ho perso terreno, ed è giunto finalmente il momento di recuperare il tempo perduto, ma non lo posso certo fare con chi è rimasto più indietro di me. Ci sono invece persone che possono aiutarmi, eccome. Chi ha rallentato, permettendomi così di non perderlo di vista e di avere sempre un punto di riferimento davanti a me, chi, accorgendosi che mi ero fermato ha fatto inversione in mezzo alla strada ed è tornato indietro per portarmi con sè, chi ancora, venendo da dietro si è accort della mia presenza e si è fermato per aiutarmi a crescere, pur essendo a volte più piccolo di me.
Proprio come una squadra di ciclismo quando corre nel gruppo.
Ed io che per tanto tempo non avevo fatto caso a tutte queste mani tese ad aiutarmi, ora le vedo, eccome e, dio mio, quanto sono felice che ci siano. Sono le mani di due grandi amici che sono orgoglioso di conoscere e con cui sono fiero di essere cresciuto insieme, le mani di un "figlio"   di cui sono felice di essere "padre" e fratello maggiore,le mani di una "vecchia" amica che sa cosa vuol dire non sentirsi felici nell'oasi di Bello,  le mani di chi per tanto tempo avevo perso e che d'improvviso è tornato prepotente nella mia vita, come se nulla mai fosse cambiato, a testimonianza del fatto che le amicizie più solide nascono quando si è ragazzini.
Fiducia, tutto qui.
In questi due mesi non ho scritto, è vero. Ma ho osservato, pensato, riflettuto. Ho parlato.
E queste righe sono proprio per voi che mi siete stati ad ascoltare, condividendo con me ore, minuti, istanti preziosi del vostro tempo, a voi che non avete mai detto "a Ga decce un taglio" anche quando io stesso me lo sarei detto, a voi che non mi avete mai tradito.
A Francesco e Simone che mi hanno aiutato a ritrovarmi più di quanto essi stessi non credano, aprendomi gli occhi quando "osservavo la vita come la osserva un cieco", a Bea, che c'è sempre, con un messaggio a tarda notte o con una camminata tra un sentiero di montagna, lei conosce il mio entusiasmo nel fare le cose, spero sia felice di sapere che lo sto ritrovando, a Danielino, che sa comprendere bene il bisogno che ho a volte di stare solo e per questo non manca mai di farmi compagnia, a Lorenzo, di cui oggi comprendo il dolre, la rabbia, la collera, a Jhonny, che dopo 3 anni di convivenza sa persino quanti peli ho nel culo, a Pierluigi, che in questi 20 giorni ho visto più che negli ultimi 6 anni, che condivide con me i pensieri sulle donne e resta a farmi compagnia quando la notte è diffcile dormire, a mio fratello Stefano e mio cugino Marco, che mi hanno fatto riscoprire l'importanza della famiglia e  sono riusciti a dirmi anche le verità più scomode e dolorose in un modo che solo loro sanno. Potrei aggiungere me stesso, ma non lo faccio, perchè mi sono tradito da solo, permettendo che qualcuno riuscisse a farmi del male.
Per voi e per nessun altro ho scritto queste righe, perchè mi state aiutando a camminare di nuovo a testa alta tra la gente, senza paura o vergogna, senza bisogno di nascondermi per evitare il giudizio altrui. Arriverà presto il momento in cui dovrò ricominciare a camminare da solo, con la mia andatura, sulla mia strada, ma non ho paura perchè so che ad ogni incrocio ci sarete voi, sul vostro percorso, che vi girerete a salutarmi e a chiedermi come sto.
Ho sempre creduto che crescere fosse una cosa che viene naturale in un certo momento nella vita di ciascuno di noi. La realtà è che bisogna volerlo, a costo di fare il passo più lungo della gamba, con quel pizzico d'incoscienza che è tipico del bambino e con quella dose di coraggio che solo l'uomo può governare.
Mi rimetto in cammino, per recuperare il tempo perso ad aspettare chi non ha mai voluto raggiungermi o camminare con me, mi rimetto in cammino per ritrovare la fiducia in me stesso e nel mondo, meraviglioso, che c'è fuori.