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14 February l'insostenibile leggerezza del mio essereÈ indubbiamente una gran bella giornata oggi. Il sole splende su Roma, l’aria è leggera e il cielo sgombro da ogni nuvola. Il vento pungente ti accarezza le gote, facendoti sentire vivo e regalandoti un piccolo anticipo della fresca primavera che verrà. L’aria è frizzante anche nelle strade, tra i volti di chi cammina abbracciato al suo amante, avvolto in lunghe sciarpe calde o riscaldato dall’affetto e dall’amore di chi gli sta accanto. C’è una grande frenesia tra la gente oggi, quasi fosse il giorno più importante dell’anno, come se non ci si potesse amare allo stesso modo ne prima ne dopo. Un timido raggio di sole è entrato nella mia stanza, non so se per portare luce ad uno squattrinato scrittore o per riscladare il cuore ghiacciato di un amante solo. Lo guardo, cerco di afferrarlo, la mia mano lo attraversa interrompendone la trama sul pavimento della mia cameretta, ma non ho la forza – ne la volonta a dire il vero – di catturarlo, riesco solo a percepire il suo pallido calore sulla mia mano, ricordo di quando non avevo bisogno di cercare il sole per essere riscaldato… Sono improvvisamnte arrivate delle bianche nuvole a portare via il mio rimido compagno, l’aria si è rinfrescata ancora di più. Gli esperti dicono che forse oggi a Roma nevicherà. Capirai. Non oso immaginare l’euforia schizofrenica di chi, vedendo pochi fiocchi di neve cadere sulla capitale penserà che si tratti del compimento del loro amore, del sancimento divino della loro miserabile storia d’amore. Ok, forse sono stato troppo cattivo. Ma oggi mi sento particolarmente intollerante.O forse è solo la gelosia che mi fa parlare, l’invidia di chi non ha nessuno a cui regalare un mazzo di fiori, di chi cammina per strada senza nessuno accanto, l’invidia di chi non si sente amato o, peggio ancora, l’invidia di chi non ha nessuno da amare. Sono sempre stato una persona abbastanza solitaria. Mi piace starmene in disparte a farmi gli affari miei, restare a casa la sera quando tutti sono fuori, a leggere un libro e bere un bicchiere di buon vino rosso, amo fare delle lunghe passeggiate e starmene in macchina da solo ad ascoltare musica atrraversando posti vecchi e nuovi. Pazzo? Forse. Libero, mi piace di più. Ho i miei amici, le persone che contano davvero per me, è con loro che passo il mio tempo, senza baci, fiori o cioccolatini. Non so spiegare come sono arrivato a questo punto, io che in passato sono stato molto più dolce del più dolce dei cioccolatini, oggi mi sento indifferente nei confronti dell’amore, o meglio, lo ripudio, lo disprezzo, forse perché lui, più di una volta, in passato mi ha ferito. Eppure oggi tutto questo non mi basta, non basta un piccolo raggio di sole per risvegliarmi dal gelo in cui sono caduto, non basta l’affetto dei miei amici per farmi dimenticare il dolore. Perché, in fondo, se non avessi mai conosciuto amore, non potrei sapere cosa si prova nel camminare mano nella mano, nello starsene abbracciati sotto la neve che cade o nel camminare insieme lungo la spiaggia d’inverno. E invece lo so, maledettamente bene e per quanto vorrei potermi rinchiudere nella mia stanza e svegliarmi quando è già domani mattina, c’è una parte di me che vuole uscire, quella parte che è stata appena sfiorata dal quel raggio di sole che veloce se ne è andato come era arrivato. Non credo sia possibile raccontare il travaglio interiore di chi, ogni giorno, vorrebbe amare e non vuole farlo, di chi crede ancora nell’amore, quello vero, nonostante questo lo abbia tradito più di una volta, di chi vorrebbe esplodere e invece si trattiene, giorno dopo giorno perché non sa se riuscirà, di nuovo, a raccogliere tutti i pezzi, il dolore di chi deve apparire in un certo modo, trattenendo in sé il suo vero io. “non lasciare che rabbia o qualche vecchio rancore non facciano uscire
ciò che di buono hai nel cuore…” esco, mi vado a fare una lunga passeggiata al
mare. Quel mare che mi regalò l’amore e a cui oggi affido, nuovamente, il mio
cuore, sperando che presto, voltandomi, riveda sulla sabbia i passi di chi
cammina accanto a me.
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